IL MOZAMBICO

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La prima sensazione che si riporta a casa dopo un viaggio in Mozambico è quella di un paese che dopo gli anni della guerra, si sta riprendendo rapidamente e al momento offre forse una delle più belle novità per quanto riguarda i mari tropicali, e la piacevole opportunità di visitare un paese ancora genuinamente africano per quanto riguarda la gente. Lo sviluppo turistico pare molto rapido, speriamo non si trasformi troppo in breve in un susseguirsi di villaggi vacanze.

Le Isole Quirimbas

Percorrendo il Mozambico fino all’estremo limite settentrionale, fin quasi al confine con la Tanzania abbiamo scoperto un arcipelago di una bellezza incredibile, quasi ci

trovassimo nelle Maldive di 30 anni fa, le Quirimbas. Un buon numero di isolette: da semplici lingue di sabbia che nascono e muoiono a seconda dei giochi di marea, a isole più solide, ricoperte di vegetazione, comunque di limitate dimensioni, dove dall’aria si scoprono piccoli villaggi di pescatori di capanne con pareti di corallo e tetti di palme. Il tutto nella cornice di un mare spettacolare che offre dei giochi di colori degni dei migliori mari tropicali: turchese, cobalto e tutte le gradazioni che li dividono giocano tra loro con forme di ogni tipo, creando a volte effetti leopardati o tigrati a seconda della barriera corallina che nascondono. A rendere vivo questo mare le sempre presenti imbarcazioni dei pescatori locali, i tipici dhow con vele ricavate da collage di tessuti e a volte addirittura sacchi di plastica. Per ora nessuna traccia di barche a vela moderne. E poi lungo la vicina costa, bellissime spiagge dominate da filari di palme tropicali e punteggiate da graziosissimi villaggi di pescatori, che ci hanno colpito per la loro simmetria a scacchiera, quasi fossero delle cittadine dell’antica Roma. Per fortuna pare che la direzione in cui sta andando lo sviluppo turistico sia quella di un unico resort o lodge su ogni isola. Questo speriamo le salvaguarderà dallo sviluppo selvaggio, preservando il carattere di paradisi lontani che abbiamo trovato in queste isole.
Nell’estremo nord dell’arcipelago delle Quirimbas abbiamo visitato il Vamizi island lodge, per la verità ancora in costruzione, che dovrebbe essere operativo ai primi di giugno. Su una spiaggia di sabbia corallina bianchissima, nascosti tra la vegetazione, sorgeranno 10 chalet in legno e materiale locale (palme intrecciate e corallo) di grande lusso; ciascuna sarà di 155 metri quadrati




e avrà una camera da letto, un soggiorno ed un ampio bagno in marmo. Ogni chalet sarà disposto ad una distanza di 70 metri dagli altri più vicini, garantendo la massima privacy. Nel cuore della spiaggia sorgerà l’area comune con la possibilità di far riferimento al centro diving per organizzare interessanti immersioni sulla barriera corallina circostante. Nel corpo centrale sorgerà anche il ristorante che siamo sicuri non mancherà di regalare grandi soddisfazioni ai palati degli ospiti. Durante il nostro soggiorno abbiamo infatti conosciuto ed avuto modo di apprezzare la cucina dello chef del lodge: una signora newyorkese cresciuta professionalmente nei migliori ristoranti della grande mela e della nostra Toscana e che unisce alla grande esperienza la freschezza dei prodotti ittici che il mare locale offre, per creare dei piatti veramente indimenticabili. Per ora in questa parte di arcipelago non sono presenti altri lodge.

Nel sud delle Quirimbas invece la scelta è maggiore; facendo riferimento a Pemba, cittadina di mare ormai sviluppata, dove sorge il Pemba Beach Hotel, struttura di ottimo livello, ideale base di partenza per la visita delle isole, si possono raggiungere Matemo, Quilalea e Mjumbe, tre resort di tipologia contrastante. Quilalea è sicuramente quello più esclusivo, poche ville che si affacciano sul mare, ognuna molto spaziosa. Unica pecca forse la mancanza di una vera e propria spiaggia subito di fronte alle ville. Poi viene Matemo, probabilmente quella con la baia più suggestiva. Qui i bungalow in legno tornano ad essere di dimensioni normali, molto curati ed elegantemente arredati all’interno, che fanno riferimento ad un corpo centrale bello, dalla suggestiva posizione rialzata su di un promontorio, con bar, ristorante e piscina. Questa è una struttura 4*, che ricalca più il concetto di resort piuttosto che di lodge esclusivo: le camere sono molto vicine tra loro, e più numerose. Forse più ideale per chi cerca un centro con maggiori attività sportive, dalle immersioni allo snorkelling alle escursioni in piccoli catamarani.

L’arcipelago delle Bazaruto

Tra le isole Quirimbas e l’arcipelago delle Bazaruto c’è un lunghissimo tratto di costa, sicuramente suggestivo da sorvolare, ma che non offre alcuna struttura di riferimento, o luogo di particolare interesse. Alle Bazaruto abbiamo potuto visitare i vari lodge di riferimento: Bazaruto lodge, Indigo Bay, Marlin Lodge. Non abbiamo visitato, ma conoscevamo già Benguerra lodge. Le isole di per se sono più grandi e strutturate rispetto alle cugine del nord, consentendo anche di fare piacevoli escursioni in fuoristrada per andare a scoprire altre spiagge deserte dominate da suggestive dune di sabbia costiere. E’ proprio quello che abbiamo fatto da Indigo Bay sull’isola di Bazaruto, resort di ottimo livello, con camere spaziose e confortevoli con aria condizionata. La spiaggia davanti al resort non è eccezionale, ma si può tranquillamente farsi portare con il fuoristrada a fare il bagno in qualche spiaggia deserta dell’isola.
Il Marlin lodge invece, sull’isola di Benguerra, rende più l’idea di un lodge, meno muratura e più legno e materiali locali, ed anche le camere con un maggior carattere. La spiaggia è migliore, ma non sappiamo come siano le escursioni a terra. Si respira in generale un maggior senso di rifugio lontano, più esclusivo. In entrambi la cucina è di buon livello, forse ad Indigo Bay, viste le maggiori dimensioni, il buffet offre una scelta ed una quantità maggiore. Sempre sull’isola di Benguerra c’è poi il Benguerra lodge, tra tutti sicuramente la struttura più esclusiva dell’arcipelago, anche nel prezzo. Seppur con un budget ben diverso, il Bazaruto lodge pur nel suo stile locale, è di un livello inferiore rispetto agli altri lodge. In generale, volendo fare un paragone tra i due arcipelaghi e le strutture che vi sorgono, direi che forse il migliore sia come strutture che come fascino è quello delle Quirimbas,



anche perché di più recente sviluppo al turismo. D’altro canto, pensando ad entrambe le destinazioni come estensione mare per i tour in Africa australe o orientale, le Quirimbas data la loro posizione sono ideali solo per chi gli voglia dedicare almeno 5 giorni, altrimenti non si giustificherebbe tutta la logistica per raggiungerle. Le Bazaruto invece possono essere considerate anche per sole 3 notti, vista la praticità dei voli giornalieri che le collegano con Johannesburg. Quindi due diverse tipologie di mare: una come breve estensione proprio per non doverci rinunciare, l’altra per chi voglia trovare il paradiso lontano ed esclusivo a cui dedicare qualche giorno in più. Piccola nota scenografica: se l’itinerario aereo lo consentisse, o se una piccola deviazione fosse possibile, da non mancare è sicuramente il sorvolo della foce del Rio Save, incredibile quadro astratto dove il serpeggiare del fiume marroncino tra il verde delle foreste di mangrovie si incontra con le onde dei banchi di sabbia tra il turchese dei bassofondali. Veramente spettacolare.

A terra...

Percorrendo invece la terra, come nel tratto da Mocimboa do Praia al paese di imbarco per Vamizi, c’è il piacere di percorrere, su strade dissestate ma non troppo, l’Africa rurale, fatta di persone in cammino o in bicicletta tra un villaggio e l’altro. Qui abbiamo avuto la sensazione che seppur in un livello di sviluppo ancora precario, la gente stia bene. Tanti sorrisi, nessun accenno alla richiesta di carità. I villaggi sono di per se molto ordinati e molto puliti, e si percepisce nei costumi il passaggio dall’influenza swahili e musulmana di Zanzibar a nord, a quella portoghese cattolica a sud, il tutto fortemente dominato da tanta Africa. Onestamente, se da un lato manca l’esperienza dei safari tipica dell’Africa che circonda il Mozambico, dall’altra si recupera il gusto di incontrare la gente e non solo vivere in quelle oasi felici che sono i lodge e campi tendati delle riserve naturali. Per questo, il Mozambico può essere una destinazione capace di appagare coloro che abbiano anche la curiosità del contatto con il tessuto sociale di un paese, pur non arrivando ai picchi dei viaggi etnografici, visto che di etnie particolarmente caratterizzate ed intoccate non se ne trovano.

Invece molto interessante è l’aspetto storico culturale che si ritrova nelle cittadine di tradizione coloniale quali Ibo e Ihla do Moçambique. Ibo è situato sull’omonima isola ed è facilmente visitabile dalla vicina isola di Matemo. I resti dell’epoca coloniale portoghese sono ormai decadenti e proprio il loro stato di abbandono, unito alla vita che vi pulsa ancora legata però al villaggio più tipicamente africano fatto di capanne che a volte sorgono proprio all’interno delle vecchie mura degli edifici, rende il tutto particolare ed interessante. Ihla do Moçambique invece è di dimensioni ben maggiori, e vi si ha più la sensazione di una cittadina che convive con il passato coloniale piuttosto che esserne stata sopraffatta. Molto viva, l’antica





capitale ha vari monumenti legati al passato portoghese come pure segni tangibili della presenza musulmana – amanita, quali la moschea ed altri segni sparsi per la città. Decisamente una tappa da non mancare per coloro che vanno in Mozambico per visitare un paese piuttosto che per un semplice soggiorno mare.


Il lago Malawi

Grande sorpresa è stato invece il lago Malawi. Avevamo sentito parlare molto di questo lago dalle acque limpidissime, quali quelle dei mari della Sardegna, ma ci risultava difficile crederci. Abbiamo invece scoperto con nostro stupore che quanto si narra corrisponde alla pure realtà. Nel nostro percorso abbiamo visitato il lodge di Mchenga Nkwichi. Completamente avvolto dalla foresta che domina tutta la collina alle spalle del lodge e che a tratti arriva proprio in riva al lago, questa struttura è situata nei pressi di una delle bellissime spiagge di sabbia bianca, quasi fosse corallina, che si affacciano sul lago, delimitata alle due estremità da suggestivi massi di granito, quasi fossimo veramente in Sardegna. L’acqua della baia è di una trasparenza incredibile lungo la riva, per poi trasformarsi nel blu cobalto tipico del Tirreno o degli oceani tropicali. Con maschera e boccaglio possiamo apprezzare la bellezza di questo lago-mare. Al contrario di quanto si possa pensare, le acque del lago nassa sono ricchissime di pesciolini di ogni colore, quasi fossimo su una barriera corallina, tanto che pare che oltre il 60% delle specie di pesci di acqua dolce che popolano i nostri acquari di casa provengano proprio da questo lago. Unica cosa che a questo punto ci è mancata sono i coralli, del tutto assenti, anche se le rocce granitiche subacquee contribuiscono comunque a creare un contesto suggestivo ai numerosi pesciolini. Da un punto di vista dell’accoglienza, il lodge trasmette molto la sensazione del rifugio di Robinson Crusoe, con un confort a piedi scalzi, da vero rifugio tropicale. Gli chalet in muratura e rocce, con ampie aperture alle pareti, sono ampissimi e molto graziosi. Spesso costruiti su due livelli, usando il gioco degli spazi creato da grandi massi di granito che sono stati inglobati, hanno come unica pecca il fatto di avere i bagni realizzati in un edificio separato ed il gabinetto ancora a pozzo. Ci hanno comunque garantito che a breve tutti saranno trasformati in normali sanitari con sciacquone.

Considerazioni finali sul viaggio

Alla fine, la sensazione è che lo sviluppo longitudinale del paese, unito alla scarsità di luoghi di interesse nella fascia centrale, faccia si che un tour completo del paese, che unisca il sud delle isole Bazaruto (ed eventualmente di Maputo) al lago Malawi ed alla porzione settentrionale con l’arcipelago delle isole Quirimbas e Ihla do Moçambique, sia fattibile solo con la consapevolezza di lunghe tappe di trasferimento nella parte centrale. Un’alternativa molto valida potrebbe essere quella di unire al nord del paese, e quindi alle isole Quirimbas (sicuramente l’arcipelago più spettacolare del paese) ed Ihla do Moçambique, che sono mare e folklore, il Malawi con il parco del Nyika Plateau, l’isola di Likoma ed eventualmente le riserve del sud del paese. In questo modo si può veramente creare un percorso completo, vario sotto tutti i punti di vista, passando tra l’altro dagli atolli corallini ai paesaggi montani di oltre 2000 metri di quota.

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